'' Non colui che ignora l'alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia sarà l'analfabeta del futuro. '' Laszlo Moholy-Nagy

About me

Cogo Alberto  16-04-1989

Nato a Mariano Comense nel 1989 si avvicina al mondo della fotografia solo nel 2009 grazie alla sua prima  reflex Canon EOS 350d .

Passati i primi mesi a fotografare quello che ha intorno,in casa e fuori ma sempre stando nei confini lombardi, decide di incrementare il suo corredo con il classico 50mm f1.8 per avere massima qualità e luminosità con una spesa minima,e un 70-200f4 L   , un must dell’attrezzatura canon in quanto al rapporto qualità-prezzo e resa generale,che insieme al 18-55 in dotazione definiscono un buon punto di partenza per la fotografia prediletta,i paesaggi e i ritratti.

Visto il percorso di studi intrapreso,istituto tecnico alle superiori,e facoltà di architettura poi,la fotografia rimane una passione da coltivare nel tempo libero,in vacanza e nei viaggi durante l’anno.

In questi 2 anni di crescita ,imparando i limiti della macchina, sente il bisogno di acquisire un attrezzatura piu’ adatta (Canon EOS 5d),grazie a un anno di lavoro dopo le scuole superiori,fondamentale per la formazione professionale e decisivo per quella che sarà la successiva scelta di frequentare la facoltà di architettura,riesce reperire un attrezzatura professionale adeguata,in modo da ottenere un dettaglio fondamentale e una resa cromatica superiore in tutte le condizioni di luce.

Con gli scatti collezionati nell’ultimo periodo estivo decide di partecipare a un concorso fotografico organizzato dalla città di cesano maderno dove viene premiato come primo segnalato dalla commissione artistica.

Pur rimanendo un fotografo amatoriale,continua la sua formazione da autodidatta ampliando il suo bagaglio tecnico grazie all’incontro,occasionale o meno,di fotografi professionisti i quali dispensano spesso utili consigli tecnici e compositivi oppure studiando su libri che costituiscono pietre miliari della fotografia oltre che visitare mostre fotografiche di professionisti dai quali cerca di apprendere qualche prezioso accorgimento.

Tra le mostre personali organizzate si segnalano :

-mostra natalizia  2010 insieme al fotografo americano Jock Ingram ( Lentate sul Seveso )

– I luoghi dell’anima , aprile 2012 Villa Mazenta,Giussano

prossimamente è prevista un’esposizione in Ottobre 2013 presso la Biblioteca Comunale di Paderno Dugnano.

Nel 2013 prende parte al gruppo cinematografico Whitelux Production , con il quale realizza diversi progetti e video-musicali curando in prima persona la fotografia delle scene.

 

e-mail : alberto.cogo89gmail.com

Annunci

4 Risposte

  1. Miro Dragan

    Peccato che l’incipit sia sbagliato, la frase non è di Walter Benjamin..
    Nel 1931 Walter Benjamin pubblica nella rivista berlinese Die literarische Welt un saggio dal titolo Piccola storia della fotografia che si conclude riportando e commentando una frase del pittore e fotografo ungherese, attivo a Berlino, Laszlo Moholy-Nagy: “ Non colui che ignora l’alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia, sarà l’analfabeta del futuro”
    L’artista proclama l’avvento della società della visione e dei suoi nuovi linguaggi;
    Benjamin commenta causticamente: “Ma un fotografo che non sa leggere le proprie immagini non è forse meno di un analfabeta?” riportando l’indice dell’attenzione sulla capacità di comprendere i contenuti.
    Tutto questo è contenuto nell’edizione italiana (Einaudi ed. 1966/ 91/ 2000), W. Benjamim, L’opera d’arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica, dove Benjamin, senza riportare il nome di Moholy-Nagy, scrive:
    “Non colui che ignora l’alfabeto, bensì colui che ignora la fotografia, -è stato detto-
    sarà l’analfabeta del futuro” ed aggiunge:”Ma un fotografo che non sa leggere le proprie immagini non è forse meno di un analfabeta? La didascalia non diventerà per caso uno degli elementi essenziali dell’immagine?”
    Ogni commento sulla superficialità con cui quasi tutti coloro che si occupano di fotografia in rete in Italia, abbiano attribuito la frase di Moholy_Nagy al filosofo tedesco sarebbe vano se non fosse che, fra i tanti, troviamo purtroppo anche numerose Scuole di “cultura fotografica”, corsi, workshop, premiati festival di fotografia etc.
    Una superficialità, per non dir peggio, sintomatica della condizione della fotografia italiana dove poche riviste di basso livello solleticano le voglie di fotoamatori involuti, dove pseudo critici e galleristi interessati alimentano il mercato con immagini banali ma rigorosamente in grande formato.
    Così cantieri in costruzione sono fotografati zolla per zolla, cani volpini ripresi dietro la cancellata di casa, per renderci edotti dell’opera di devastazione dell’uomo, tutto rigorosamente col banco ottico, ci mancherebbe…, impiegato anche da altri dall’aereo per fotografare le città, con, pensate, le zone cementificate a fuoco ed il verde sfuocato, o viceversa, per far sembrare il mondo un grande modellino; altri ancora e sempre col banco, strumento indispensabile, pare, per produrre ”arte”, fotografano le spiagge e le piazze proclamando “…perché fra cinquant’anni non saranno più così…” e bloccano lo sviluppo colore per provocare uno straniamento dell’immagine che fa esclamare ohh allo spettatore, ma il concetto rimane da cartolina: saluti dal mare..!
    Presunti maestri creano una carriera con composizioni Polaroid, cosa che pittori come David Hockney avevano già sperimentato e con ben più costrutto alla fine degli anni 70, per non parlare di quelli e ce ne sono tanti, che riportano in stampa la banda verticale del negativo 35mm tra una foto e l’altra, o cercano con la panoramica elementi strutturali che facciano lo stesso effetto fra un’immagine e l’altra, qualunque immagine, purché faccia effetto.
    Conta l’Effetto perché per i contenuti è necessario pensare prima, servono capacità riflessive che si maturano con l’interesse, lo studio, e ciò costa fatica.
    Pseudo critici sproloquiano sul “concettuale”, viceversa come ci ricorda Claudio Marra, docente D.A.M.S., in un suo testo, una macchia di ruggine non ha alcun che di concettuale, rimane un processo ossidativo; ed Ernst H. Gombrich scrive: “ La lettura di un’immagine è di una desolante facilità e ci urta …Ce ne sentiamo insultati…”.
    Questa fotografia italiana sta all’arte fotografica come i film di bassa lega stanno alla cinematografia dei vari Kubrick, Fellini, Forman etc: come i primi fa girare denaro ma di mercato si tratta, non di arte, di mercato rionale.
    Per fortuna, rimanendo volutamente all’Italia e dimenticando per un attimo la grandezza degli attuali Nachtwey, Salgado, Luc Delahaye e i tanti che li hanno preceduti, ci possiamo consolare con le immagini dei bravi fotografi italiani come Berengo-Gardin, Mario De Biasi, E.Ciol, Ferdinando Scianna, e la nouvelle vague del poetico e reporter Paolo Pelligrin, Campigotto, Zizola..
    Se accettiamo l’idea che per non essere una cartolina l’immagine debba suggerire qualcosa di diverso oltre a ciò che effettivamente mostra, allora comprendiamo che il fotografo adempie ad un compito che si è prefisso, esprime la realtà come interpretazione d’idee personali, non riprende quel che vede ma quel che sa e che vuole condividere, mettendo insieme similitudini, analogie, contrasti, simboli, metafore visive, che ci rappresentano ed interpretano il nostro tempo.
    Così un’immagine, nello spettatore attento e in grado di recepire, ne evoca mille altre insieme a riflessioni, ricordi ed emozioni.
    Credo che questo debba essere fotografare ed invoco la clemenza della corte per questa mia animosa filippica riportando una frase di Roland Barthes: “ …la foto…mi anima: e questo è appunto ciò che fa ogni avventura.”
    Miro Dragan
    Contatti: mirodragan@libero.it

    marzo 7, 2011 alle 5:02 am

    • non essendo onniscente ho letto che era sue e ho scritto così,apprezzerei delle correzioni…

      marzo 7, 2011 alle 12:52 pm

    • grazie per la dritta,ho letto il tuo trattato per intero sulla mail,ora ho corretto! purtroppo in rete attribuiscono quasi tutti la citazione a Walter Benjamin!

      marzo 7, 2011 alle 1:18 pm

  2. Alberto, ti ringrazio per aver visitato il mio sito e per aver lascito un commento, complementi anche a te per le foto, le mie preferite sono quelle delle Canarie.
    Ti saluto con simpatia,
    ciao

    ottobre 19, 2011 alle 3:59 pm

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...